Collocata in pieno Oceano Indiano a più di 500 km a est del Madagascar, Mauritius è un nome che solitamente risuona con accenti piuttosto precisi, sia nell’immaginario collettivo del pubblico dei vacanzieri sia in quello operativo delle offerte turistiche che prospettano esotiche mete da sogno.

Intenso relax e benessere garantito vengono così a costituire le idee guida che orientano la decisione di raggiungere una destinazione come questa, fra acque cristalline che lambiscono l’isola, finissima sabbia che ricopre le spiagge e foreste che riflettono un intenso verde smeraldino alla luce del sole tropicale.

A un certo livello di hotellerie saranno le stesse strutture ricettive in cui alloggiamo ad organizzare le iniziative più coinvolgenti. È così che ci si potrà ritrovare a bordo di una barca con fondo trasparente per osservare uno scenario subacqueo ricco di specie ittiche e di corallo,prima di tuffarsi per indulgere in uno snorkeling utile ad aggiungere un’esperienza più ravvicinata col mondo sommerso. Per gli amanti delle immersioni profonde sono previste anche escursioni con bombole sui fondali fino a tre ore.

Ma l’esperienza sott’acqua riesce a raggiungere un tono quasi fantascientifico mediante l’utilizzo di una straordinaria invenzione sottomarina: il Sub-scooter. Mettendosi a cavalcioni di una sorta di “vespa sottomarina”, ci si ritroverà la testa all’interno di una cupola trasparente in cui l’afflusso di ossigeno crea una bolla d’aria che permette alla testa di muoversi all’asciutto dentro uno spazio libero; e ogni mezzo può ospitare anche due persone.

Se poi ci si trova in un gruppo – tutti desiderosi di esplorare la natura sottomarina al largo di queste spiagge – è possibile imbarcarsi in un piccolo sottomarino con capienza fino a dieci passeggeri e, vincendo qualunque accenno d’ansia, godersi un’ora di coloratissima vita sommersa a bordo del… Nautilus ai comandi del capitano Nemo!

Per chi preferisca godersi il mare in superficie, sono disponibili suggestive crociere mirate all’osservazione di delfini e balene. Oppure è possibile organizzare un’escursione in kayak fra Tamarin Bay e Grande Riviere Noire.

Si tratta di un’esperienza che mette insieme una sana attività fisica – mentre si sfiorano mangrovie fra acque smeraldine e cieli blu tratteggiati da candide nubi – e l’intensa contemplazione di uno dei più pittoreschi orizzonti di Mauritius su cui spicca la sagoma del Monte Rempart, la cui cima aguzza e ritorta riesce a suggerire più di un accostamento di immagini.

Nell’area costiera di Poste de Flacq dell’omonimo distretto nord-orientale dell’isola, in un frastagliato contesto di baie e promontori che si atteggiano morfologicamente a fiordi, la punta di una delle tante penisole lì presenti appartiene all’hotel One&Only Le Saint Géran.

La spettacolare ambientazione complessiva contribuisce a convincere l’ospite di non avere altro da aggiungere ai propri desideri: fra camere, suite e suite familiari esistono non meno di cinque opzioni panoramiche che includono affaccio sull’oceano, su prospettive di laguna, con accesso diretto alla spiaggia e annesse variazioni a seconda della presenza in ogni caso di terrazze o balconate.

Sia nelle aree private che in quelle comuni predominano chiari pavimenti in eleganti stili di parquet,dentro ambienti ariosi e luminosi che si concedono anche a un certo gusto etnico. Al momento giusto, come nelle sale da bagno, fanno la loro apparizione i marmi. Non manca un’esclusiva villa riservata, per esigenze di alloggio manifestamente superiori.

Le opzioni gastronomiche comprendono cinque distinte offerte che sanno spaziare dalla cucina internazionale fino agli stili cross-over e alle specialità dell’isola.

Gli intrattenimenti in spiaggia sono garantiti, e non è facile scegliere di staccarsi da una simile beatitudine; ma ci pensa lo staff dell’hotel a proporre al momento giusto un’escursione a caccia di angoli e scorci preziosi nelle foreste dell’entroterra oppure un emozionante tour in elicottero per abbracciare un più vasto territorio di Mauritius.

Ma, a proposito di richieste più singolari, è poco più a nord sulla stessa costa – ai limiti del Bras D’Eau National Park – che si trova Sankhara Luxury Private Beach. Siamo di fronte a un esclusivo agglomerato di ville d’alto lusso architettonicamente diversificate fra stili di tipo balinese marocchino e autoctono mauriziano.

Qui l’offerta arriva fino all’organizzazione di una vera e propria cerimonia nuziale nella cornice di un simile scenario. Le ville sono l’ideale per una luna di miele o per un’esperienza di alloggio riservato con le persone più care alla ricerca di un livello di benessere decisamente alto.

Ogni singola dimora è dotata di tutte le comodità espresse nelle modalità più ricercate, e il personale addetto alla cura dell’ambiente saprà apparire al momento giusto per fornire i servizi necessari e mantenere tutto in costante ordine.

Spostandoci sulla punta dell’isola, intorno all’incantevole piccolo golfo di Grand Baie è collocato il Royal Palm Beachcomber Luxury.

Questo villaggio turistico spesso allinea i bungalow intorno alle piscine o ad altri angoli per creare spazi interni suggestivi e riservati, mentre il boccone o il sorso degustati in uno dei tre esclusivi ristoranti gourmet possono essere accompagnati da lunghi sguardi su orizzonti tropicali destinati a rimanere impressi nella memoria.

Imponente è l’area fitness & wellness, come pure l’offerta di sport acquatici rivela l’attenzione che questo hotel intende riversare sulla forma fisica dei suoi ospiti.

Arriva il momento in cui la destinazione Mauritius è da valutare non solocome uno dei tanti petali da estrarre in una rosa di valide alternative.
Vale la pena invece di considerare la scelta di questa meta per scoprire anche diverse singolarità che questa piccola repubblica insulare riserva come eredità della sua storia, in cui diversi popoli del mondo hanno finito per incrociare i propri destini.

Un simile orizzonte potrebbe essere aperto da una visita a L’Aventure du Sucre che si trova nell’area settentrionale dell’isola. Un po’ museo, un po’ centro eventi con colorate installazioni, negozi e un ristorante, sorge intorno a una piantagione di canna da zucchero, aprendo così interessanti prospettive storiche al visitatore.

Nota già ai navigatori arabi e malesi intorno all’anno 1.000, i primi veri e propri esploratori dell’isola furono i portoghesi intorno al 1.500; i quali però rinunciarono a creare degli insediamenti stabili.

Verso la fine di quel secolo fu la volta degli olandesi, ai quali si deve l’attuale nome di Mauritius in onore del principe Maurice di Nassau. L’Olanda ne fece ufficialmente una colonia a partire dal 1638 ma, per tutta una serie di vicissitudini, gli insediamenti militari e civili olandesi non riuscirono a consolidarsi e, ai primi del 1700, questo Paese abbandonò il progetto coloniale.

Per circa un secolo l’isola costituì un insediamento francese col nome di “Île de France” ma, verso la fine delle guerre napoleoniche, il possedimento fu conquistato dagli inglesi, per restare poi nell’orbita coloniale dell’Impero Britannico (che riconobbe all’isola il nome che attualmente porta) fino a raggiungere la piena indipendenza nel 1968.

Un’eredità il cui merito spetta agli olandesi è però costituito proprio dalla canna da zucchero, importata a suo tempo dall’isola di Giava che apparteneva ai territori coloniali di questi conquistatori europei.

Questa produzione interessa oggi il 60% della superficie coltivabile dell’intera isola e costituisce un’importante voce fra le esportazioni. Una visita a L’Aventure du Sucre sollecita l’incontro con la storia di Mauritius in maniera istruttiva ma al tempo stesso divertente; specialmente perché in questo articolato centro la canna da zucchero viene utilizzata anche per produrre rum, di cui sono previsti assaggi durante la visita guidata della durata di un’ora e mezza.

Un altro percorso attraverso i sensi – che pure apre visioni sulla storia di Mauritius – è La Route du The, che si articola in tre tappe in direzione sud.

Si comincia da Le Domaine des Aubineaux, collocata al centro dell’isola. Una dimora in classico stile coloniale, risalente al 1872, si apre agli occhi del visitatore che la trova oggi come un museo ricco di arredi e mobili d’epoca tramandati attraverso più generazioni.

All’esterno sono allestiti diversi sentieri attraverso lussureggianti giardini caratterizzati dalla presenza di alberi della canfora. È possibile indulgere in un pranzo in veranda o in un servizio del tè nello stile della tradizione inglese.

Proseguendo in direzione sud, la seconda tappa di questo tour è la Bois Cheri Tea Factory, la più antica piantagione di tè dell’isola con annessa manifattura delle foglie.

È possibile immergersi fra le siepi delle piante di tè, visitare la tea factory osservando i diversi passaggi del processo produttivo, e provare una serie di assaggi che includono le versioni aromatizzate di tè e anche il tè verde. Un’area museale e i giardini circostanti, con esempi di fauna locale, completano la visita.

La meta conclusiva è Le Domaine de Saint Aubin – La Maison de la Vanille, collocatasul bordo inferiore dell’isola. Ci troviamo in una dimora in stile coloniale risalente al 1819, oggi trasformata in museo; ma anche qui fa ritorno l’onnipresente canna da zucchero, trascinandosi dietro nuove esperienze di degustazione di una selezione di rum disponibili per l’assaggio.

La peculiarità di questo sito sta tuttavia nella produzione di vaniglia, e su questa materia ci si trova nel luogo giusto per apprendere ogni segreto. La visita è completata da un giardino tropicale delle spezie, da una fattoria e dall’opportunità di sedersial ristorante interno.

Affacciarsi sulla storia dell’isola aiuta a comprendere la stratificazione etno-culturale che si è andata via via costruendo sull’isola fino ad oggi, come risultato delle sue complesse vicende coloniali. Attualmente la popolazione di poco meno di 1.300.000 abitanti costituisce una società multietnica con abitanti di origine indiana, africana, cinese ed europea (per lo più francesi).A questa pluralità di gruppi etnici, che coesistono pacificamente, si sovrappone un’analoga varietà di religioni professate con la massima tolleranza reciproca.

Ecco, quindi, che nella capitale Port Louis la cattedrale cattolica di S. Giacomo è esattamente dislocata nel centro del quartiere musulmano, così come l’imponente moschea di Jummah sorge nel bel mezzo del quartiere cinese. Ed è altrettanto difficile negare che il tempio Tamil di religione induista aggiunga fascino al quartiere cattolico.

Quando lo scrittore statunitense Mark Twain, di passaggio a Mauritius nel 1895, scrisse nel suo reportage di viaggio “Seguendo l’Equatore” che «Dio ha creato prima l’isola di Mauritius e poi il paradiso» avrebbe forse potuto aggiungere – assecondando il suo stile pungente – che su quest’isola sembra proprio che a ciascunosia riconosciuto il diritto di varcare le soglie dell’aldilà come meglio crede.