L’isola di Leros è ubicata fra le isole greche più settentrionali del Dodecaneso ed è uno dei segreti meglio custoditi del Mar Egeo.

Su paesaggi mozzafiato e tesori architettonici, riescono, sull’isola di Leros, a imprimersi i segni della più recente storia europea.

Ma quando si parla di Grecia, non si può che partire dalla mitologia.

In questo senso Leros è considerata la culla di Artemide, come testimoniano i resti del tempio a lei dedicato a nord dell’isola presso la spiaggia di Partheni, vicino alla pista d’atterraggio dell’aeroporto da cui si può raggiungere Leros.

Se è vero che, secondo la tradizione, la Dea della caccia nacque nell’isola di Delos, fu tuttaviasuo fratello Apollo a prendere il sopravvento nei culti lì praticati; lasciando quindi che Leros diventasse la patria adottiva della Cacciatrice figlia di Zeus.

Questa posizione geografica fu oltretutto più favorevole a irradiare il culto della Dea sulla vicina costa anatolica, dove fu veneratissima in quella meraviglia del mondo antico costituita dal non troppo lontano Tempio di Artemide a Efeso.

Rispetto ad altre isole del Dodecaneso suscita un senso di sorpresa il paesaggio ondulato di Leros, con bassi rilievi collinari che si avvicendano a verdi e fertili pianure. Questo territorio di una cinquantina di chilometri quadrati non èmai troppo lontano dalmare, perché èspesso vistosamente incuneato da una bizzarra linea costiera che disegna ampie baie intorno a calme acque blu.

Lakki

La località di Lakki sorge sul bordo di una profonda insenatura della costa occidentale, e vanta il primato di essere il più grande porto naturale di tutto il Mediterraneo.

vacanze isola di leros grecia cosa fare

Durante l’occupazione italiana del Dodecaneso, dal 1912 al 1943, La Regia Marina comprese che questa baia eccezionalmente protetta e con un’angusta imboccatura tra due punte di terra che si stringono a tenaglia, sarebbe stata la sede più idonea alla creazione di un porto militare fortificato; che fu infatti lì costruito per essere una base navale alla stregua di una vera e propria “Pearl Harbour” del Mediterraneo.

Proprio qui sorge il Monumento in memoria dei militari italiani, greci ed inglesi caduti nel novembre del 1943 in occasione della Battaglia di Lero: un aspro combattimento, contro i tedeschi, che fu centrale nello svolgimento della Campagna militare del Dodecaneso.

Appena fuori Lakki si trova l’interessante Deposito di Guerra, intorno a uno scenario di residuati bellici che creano subito uno stridente clima di intensa riflessione storica: un carro armato, un aereo, veicoli fuoristrada e da trasporto; e poi i resti danneggiati di altri mezzi colpiti da granate o bombe.

Nelle stanze di questo altrimenti definito “War Material Storage” o museo della guerra, si può osservare una gran messe di armi, uniformi e svariati accessori dei reparti soprattutto italiani ma anche inglesi e tedeschi, coinvolti in quei furibondi combattimenti del 1943.

Tutta l’isola è inoltre percorsa da tunnel che furono scavati per ordine di Mussolini, alcuni dei quali sono oggi allestiti come ambienti museali. Non manca la possibilità di assistere a video storici sulle vicende militari di Leros e di osservare stampe originali di comunicati, editti e giornali d’epoca, per recuperare attraverso toccanti momenti che hanno lasciato il segno e oggi in gran parte perduta.

Attualmente Lakki costituisce il maggior porto dell’isola, ed è sicuramente un nevralgico punto di transito; ma la sua attrattiva non si arresta alla memorialistica militare.

Oltre alla sua importanza storico-bellica, anche gli appassionati di urbanistica e architettura avrebbero più di un motivo per visitare e osservare da vicino i molteplici dettagli di Portolago, il nome che Lakki ebbe a partire dal 1932 come città rifondata nel contesto dell’Italia coloniale fascista.

Ne furono progettisti gli architetti Armando Bernabiti e Rodolfo Petracco.

L’impianto urbanistico è ancora oggi riconoscibile, ed è caratterizzato da due piazze – una sul lungomare, l’altra all’interno – collegate da una grande arteria lungo l’asse nord-sud. L’asse est-ovest attraversa invece la piazza interna, che rappresenta quindi l’ideale centro cittadino.

Seguendo i principi della “zonizzazione” razionalista, furono così individuate le varie funzioni urbane attraversole aree direzionali, commerciali, i quartieri abitativi e le altre destinazioni d’uso. Le strade della città si presentano larghe ed alberate, mentre gli isolati sono asimmetrici e caratterizzati da angoli tondeggianti.

Tra gli edifici pubblici risalenti alla fondazione di Portolago, è degno di nota il Mercato Centrale dell’architetto Petracco che ricalca – nella Torre con l’Orologio –un’idea neo-medievale tipica delle opere pubbliche del Ventennio.

Suggestivo è anche il Cinema-Teatro caratterizzato dall’ingresso in forme circolari, e unito all’Hotel Roma (oggi Hotel Leros) con facciata a tronco di cono; entrambe opere dell’architetto Bernabiti.

La lista degli edifici, anche ad uso abitativo, da ammirare è lunga: tutta l’odierna Lakki è da visitare in questa inebriante luce architettonico-novecentesca europea in cui – complice magari anche una certa distanza dai riflettori del regime fascista – l’estro dei progettisti italiani poté più facilmente derogare allo stile classicista e monumentale prevalente su suolo italico, e dar sfogo invece a tutto un complesso di teorie e principi modernisti in cui risultano fusi elementi di Neoplasticismo, Costruttivismo e Bauhaus.

La Cappella di Agios Isidoros

Se non ti basta quello che hai visto fino ad ora e ti chiedi cosa c’è da vedere a Leros in più devi recarti all’affascinante piccola cappella di Agios Isidoros che è la chiesa più pittoresca di Leros. Si trova nella baia di Gourna, a mezzo chilometro dal piccolo villaggio di Kokkali.

È costruita su una scogliera collegata al resto dell’isola da uno stretto passaggio, che la rende facilmente accessibile a piedi. Il passaggio può essere bagnato e scivoloso in alcuni punti.

Una volta attraversata la strada rialzata ci sono ancora alcuni gradini da fare per arrivare fino alla chiesa. Nella parte principale della chiesa, intorno alle mura, ci sono icone e decori religiosi. La parte più ornata è la lampada dorata che pende dal soffitto.

Agios Isidoros è costruita sul sito di un antico tempio, le cui rovine sono ancora visibili dietro l’altare.

cosa vedere a leros grecia agios isidoros

È una delle chiese più fotografate di Leros e un luogo romantico con splendidi panorami e uno dei posti migliori per guardare il tramonto scattando romantiche foto. Molte coppie scelgono di celebrare quì il loro matrimonio o il battesimo dei loro figli.

Leros Grecia: Platanos

A 4 km da Lakki si trova la località di Platanos, dove il castello medievale di Panteli offre importanti memorie medievali del dominio sull’isola dei Cavalieri di S. Giovanni, oltre a uno stupendo panorama dall’alto della collina di Apitiki su cui è collocato.

Platanos è inoltre strettamente collegata alla mondana località di Agia Marina – il cui Museo Archeologico raccoglie reperti datati dal Neolitico al Medioevo – con le due località che formano insieme una sorta di piccola conurbazione fra due contrapposte baie intorno a un promontorio sulla costa orientale.

leros grecia

Dove dormire a Leros

Con un panoramico abbraccio intorno all’omonima baia – adiacente all’area di Aghia Marina – il sobrio edificio del Crithoni’s Paradise Hotel gode di un’ubicazione idilliaca e arricchita dalla presenza di un’ampia piscina, dai suoi giardini e dalla calorosa cortesia sempre viva nel personale.

La sistemazione è adatta a tutta la famiglia, con camere spaziose e accessoriate, suite e anche una villa indipendente.

Il centro benessere e fitness può invogliare a prolungare i tempi di permanenza nella struttura, ma le molteplici attrattive di Leros non smetteranno di esercitare un continuo richiamo.

Leros: Spiagge

Nel più ampio golfo poco distante dall’hotel, si apre la popolare spiaggia di ciottoli e sabbia di Alinda dalle acque trasparenti e invitanti, apprezzata anche per i suoi alberi di tamerice che toccano la riva e per la buona presenza di servizi.

Molto ricercata per lo snorkelling è la spiaggia di Panteli, collocata in area Platanos. Amata soprattutto dalle famiglie, l’aggraziata baia si chiude sul fianco sinistro con un porticciolo turistico.

Superando un lieve promontorio sul suo fianco destro, si apre invece la spiaggia di Vromolithos, ove si affaccia l’omonimo villaggio. Dalle lievi alture retrostanti, querce e tamerici regalano verde e ombra.

dove dormire a leros grecia

Sullo sfondo delle sue chiare acque si staglia qualche veliero, e l’isolotto di Aghia Kyriaki punteggia l’orizzonte.

All’altro capo del grande golfo su cui si affaccia l’hotel si raggiunge la bella spiaggia di Dio Liskaria, dove la doratura della sabbia produce singolari effetti cromatici sull’acqua presso la riva; che però recupera, poco più al largo, toni verdazzurri prima di precipitare in un profondo blu.

Verde, ombra e fragranze aromatiche sono i doni recati dagli alberi di eucalipto che incombono sul bagnasciuga.

Non è difficile trovare spiagge con simili caratteristiche lungo tutta l’articolata linea costiera, ma una tipica attività marittima, come l’immersione con bombole, acquista su quest’isola un motivo in più per essere praticata.

Anzi nove, quanti sono i punti notevoli lungo questo perimetro costiero ove sono osservabili sott’acqua resti di imbarcazioni e velivoli militari qui drammaticamente affondati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Cosa si mangia a Leros

Gustare direttamente sul territorio di Leros Grecia le sue specialità locali, è forse il modo migliore per incontrare la cucina del posto. Il pesce può qui presentarsi fritto, saltato, marinato o affumicato. Le vongole che provengono dalla costa sono spesso cotte al forno con una speciale salsa al limone.

Il polipo è trattato con una ricetta che lo assembla a uova fritte, e la seppia è servita con riso e spinaci. I gamberetti bolliti sono deliziosi affiancati al formaggio di feta.

Anche i piatti di carne hanno la loro particolarità, e le ricette locali prediligono l’uso di erbe, fettine di arancia o limone, burro, aceto, yoghurt e ortaggi. Da provare è la versione locale del souvlaki: degli spiedini di carne, di pesce – o anche in versione vegetariana – qui serviti e guarniti nella cornice di abbondanti e colorati piatti.