Kos si trova nel Dodecaneso dopo Rodi e nel suo allungarsi da sud-ovest a nord-est, presenta la curiosa forma di un falcetto lungo il cui perimetro costiero si dislocano una ventina di spiagge stupende.

Con i suoi 282 km2 di superficie è la maggiore isola dell’arcipelago e anche la più popolosa i suoi circa 30.000 abitanti. Sono famose le sue spiagge, tra le più belle di tutte le isole greche, come la spiaggia di Mastichari, la spiaggia di Agios Stefanos, Paradise Beach, la spiaggia di Marmari e non ultima la spiaggia di Tigaki.

Deriva già da qui una prima macroscopica differenza fra il versante settentrionale dell’isola, battuto d’estate dai locali venti meltemi, e con fondali chiari che danno alle acque riflessi più cristallini e la più protetta costa meridionale il cui mare sempre calmo, offre acque limpide ma dai toni che virano facilmente verso il blu a causa dei fondali più scuri.

L’isola greca di Kos presenta resti archeologici di epoca neolitica che ne attestano la vitalità fin dal 4000 a.C. e poi, attraverso l’Età del Bronzo (2200 a.C.), fino a tracce di insediamenti minoici e micenei.

Rivivere il passato nel sito archeologico di Asklepieion

In epoca classica fu politicamente legata ad Atene contro i Persiani; ma la sua fama nel mondo antico è soprattutto legata alla pratica dell’arte medica, come testimonia l’imponente complesso archeologico dell’Asklepeion.

isola greca kos

Collocato su di un’altura nella parte nord-orientale di Kos, il panorama offerto agli occhi del visitatore è qui impressionante, con la costa turca che si staglia vicinissima a meno di 4 km di distanza in linea d’aria.

L’intero sito è stato scoperto appena agli inizi del secolo scorso, e consiste in un eterogeneo agglomerato di strutture architettoniche organizzate su tre distinte terrazze digradanti, collegate da monumentali scalinate e circondate da un bosco di pini.

Il piano inferiore ospita la stoa, il tipico porticato in stile greco, ma anche un complesso di bagni romani risalenti ai primi secoli d.C.. La terrazza mediana ospita un grande altare risalente al IV secolo a.C. che si collega verso occidente a un tempio greco dedicato ad Asklepios, e verso oriente a un’analoga struttura in stile corinziorisalente alla Roma imperiale.

La terrazza più alta accoglie un ulteriore tempio di epoca ellenistica e in stile dorico.

Se è vero che tutta la Grecia antica era costellata di templi dedicati a questa divinità–celebre anche presso i Romani col nome di Esculapio – è proprio sull’isola di Kos che Asklepios fu destinatario di una particolare attenzione devozionale.

Figlio di Apollo, la tradizione lo considera come colui che fece dono della medicina agli uomini; ma i suoi seguaci erano in realtà dei sacerdoti-medici che custodivano gelosamente i segreti di un’arte praticata per vie esoteriche e teurgiche.

La nascita, proprio a Kos, di Ippocrate (460 – 377 a.C.), padre della medicina moderna, venne però a innescare dei fondamentali mutamenti che resero via via la medicina una professione autonoma dalle pratiche sacerdotali,grazie allo sviluppo di concetti come la clinica, la patologia, i sintomi, la diagnosi e la prognosi.

Se Asklepios era ancora un semi-dio, a partire dagli insegnamenti di Ippocrate la medicina diventerà quella scienza tutta umana che rigetta le cause soprannaturali, privilegia un approccio sperimentale e una considerazione complessiva del malato; e che arriva anche a codificare i doveri morali del medico attraverso il celebre giuramento pronunciato ancora oggi sulla base di un testo scritto dall’antico maestro di Kos.

guida vacanza a kosLa Città di Kos

Questo nuovo approccio non riuscì tuttavia a soppiantare immediatamente la medicina tradizionale, ma si affermò in Grecia solo nella successiva epoca ellenistica con la fondazione di una vera e propria scuola ippocratica nell’attuale Città di Kos, in cui si staglia ancora oggi il plurisecolare albero dedicato al suo fondatore nella centralissima Piazza del Platano.

Muoversi nel capoluogo dell’isola attraverso i percorsi dell’archeologia, significa compiere un vero e proprio andirivieni lungo diverse epoche storiche.

La Casa Romana– riportata alla luce dal 1933 al 1940, durante l’occupazione italiana del Dodecaneso–costituisce una dimora signorile di epoca imperiale paragonabile a una villa con simili caratteristiche ubicata a Pompei, in Campania, e databile al III secolo d.C..

Sottoposta a diffusi lavori di restauro in anni non lontani, è stata restituita dal 2015 alle visite del pubblico con una puntuale ed efficace esaltazione di tutte le sue componenti strutturali.

cosa vedere a kosLe statue qui ritrovate possono oggi essere ammirate presso il locale Museo Archeologico, ricco anche di altri capolavori scultorei di epoca ellenistica e romana, e di pregevoli mosaici.

Non lontano dalla Casa Romana si trova il sito che ospita l’Altare di Dioniso, risalente al II secolo a.C., nella cui costruzione si riflettono i fortunati esiti delle intenzioni espansionistiche della Kos di quei tempi.

Le sorti di queste rovine sono però intrecciate a circostanze storiche del periodo medievale, in cui l’isola fu dominata dai Cavalieri di S. Giovanni che ne “cannibalizzarono” diverse parti strutturali per riciclarle nell’edificazione del vicino Castello di Neratzia.

Questa struttura militare difensiva è collocata non a caso proprio nel capoluogo a sorveglianza dello stretto che separa l’isola dalle coste turche. È qui dentro che sono ancora oggi custoditi i Fregi dell’Altare su temi dedicati a Dioniso e con scene di vita delle Amazzoni.

Alle spalle del castello tornano a sovrapporsi verso sudle diverse pagine della storia di Kos,spaziando fral’antica Agorà della città greca –dove appaiono le rovine del Santuario di Afrodite e del Tempio di Eracles –e una vicina basilica cristiana.

L’Odeon Romano

Allontanandosi un po’ più dal mare, si incontra l’Odeon Romano risalente ai primi secoli d.C. –e scoperto poco più di un secolo fa – dove si possono ammirare, ancora nei marmi originali, le prime nove file delle gradinate da cui i notabili della città assistevano ad opere teatrali e competizioni musicali;oltre ad esplorare un’intera area ricca di preziosi mosaici ed altri reperti.

Non mancano, inoltre, forti tracce della dominazione ottomana – che si impose sull’isola dal 1566, e per i successivi quattro secoli – con la possibilità di osservare le strutture di ben cinque moschee.

Ma Kos doveva pure entrare a far parte, dopo la guerra italo-turca del 1912, dei territori dell’Italia coloniale fino al 1943. Diversi edifici nella zona del porto – fra cui l’ex Casa del Fascio e il Mercato delle Erbe – lasciano irrompere esotici elementi architettonici che esprimono un certo modernismo novecentesco, qui più facilmente svincolato dai canoni più ufficiali della cosiddetta architettura fascista vigenti a quei tempi in Italia.

Dove dormire a Kos

Città di Kos significa anche una vivace vita notturna con strade, piazze e un’affascinante zona del porto pullulanti di bar e taverne.

Proprio sulla punta settentrionale dell’isola – appena fuori il capoluogo – schiude le sue porte all’ospite il Lango Design Hotel & Spa, un complesso di 54 alloggi di lusso, con suite che arrivano anche a includere piscine private.

Con tutte le variazioni sul tema possibili, l’architettura afferma qui un principio di ariosa fruibilità degli ambienti interni con ampi spazi ricchi di accessori high-tech, e pareti finestrate per agevolare la luminosa irruzione dei prorompenti panorami che si stagliano in lontananza.

La razionale struttura modernista dell’ampia piscina comune è talmente seducente da far correre il rischio di non concedersi un tuffo nelle eccellenti acque a ridosso dell’hotel; ma interviene qui anche una interessante opportunità.

le spiagge più belle di Kos Se il mare fosse troppo mosso sulla costa settentrionale, è possibile – con una passeggiata lunga appena un chilometro – aggirare un piccolo promontorio e raggiungere la celebre spiaggia di Lambi Beach, una delle spiagge più famose di Kos, eludendo così i venti meltemi e trovando una organizzata e confortevole spiaggia sabbiosa ancora raggiunta dai servizi dell’hotel.

L’area benessere del Lango è un vero e proprio santuario dedicato ad eccezionali pratiche rinvigorenti e detossificanti, attraverso un’articolata offerta di trattamenti dislocata su di una superficie di ben 300 m2.

Si succedono così sale massaggi, piscine riscaldate, hammam, sauna, palestra e beauty corner entro una soffusa scenografia che si declina – non senza effetto – tra il mistico e l’esotico.

L’offerta gastronomica del ristorante si articola dalla colazione fino alla cena gourmet attraverso una chiave di incontro fra la tradizione greca, l’influsso italiano e ulteriori ispirazioni di provenienza mediterranea.

La scelta concettuale di una open kitchen consente agli ospiti seduti ai tavoli di osservare tutte le fasi della preparazione di eleganti e soffici fritture di pesce – prefigurandone le guarnizioni con cui si amalgameranno a tavola – o di osservare delle linguine al dente appena scolate, mentre vengono insaporite nei piatti da crostacei e molluschi sapientemente destinati a unircisi in perfetto connubio.

Completa il quadro una ricca e sempre aggiornata carta di vini locali e internazionali – accompagnati da pregiati champagne – che difficilmente deluderanno gli amanti di un sorso di eccellenza.