Visitando un certo tratto del versante nord-orientale della Sardegna, ci si imbatte in Tavolara: un singolare isolotto di pietra calcarea e granito che si impenna vertiginosamente sul mare riuscendo rapidamente a imprimersi, con tutta la sua mole, nella memoria di chiunque si trovi a passare da quelle parti.

Questo massiccio montuoso a picco sul mare raggiunge un’altezza massima di 565 metri, con un andamento vistosamente rettangolare dalla lunghezza di circa 6 km per 1 km di larghezza.

Avvistabile da diversi punti lungo l’orizzonte panoramico di tutta la costa sarda, da Golfo Aranci a San Teodoro, l’isola assume con la sua forma allungata profili differenti a seconda dei diversi punti di osservazione.

L’isola di Tavolara

Tavolara si distende dalla costa sarda (da cui dista circa 7 km) verso oriente lungo la sua dimensione maggiore, ma i lati più corti del rettangolo presentano due capi che rompono la rigida geometria dell’isola dando luogo a due opposte protuberanze più facilmente accessibili.

Il capo che guarda a ovest la costa Sarda è Spalmatore di Terra, dove si raccolgono le sparute abitazioni dei pochissimi residenti e le più spettacolari spiagge di sabbia bianca. È in quest’area che sono stati allestiti degli approdi per piccole imbarcazioni e per i traghetti che assicurano i collegamenti col punto più vicino della costa sarda, Porto San Paolo, ma anche con Olbia e Golfo Aranci. In questa zona sono tre i principali punti di attrazione balneare.

Punta Spalmatore costituisce morfologicamente una sorta di isoletta a sé stante collegata al resto del capo da un istmo di sabbia. Questa spiaggia è semplicemente spettacolare, lambita com’è ai due lati da un mare cristallino che offre fiabeschi colori tra lo smeraldo e l’azzurro intercalati da vistose lingue di un profondo blu.

Alle spalle della zona del porticciolo si accede alla spiaggia di Cala Tramontana affacciata, alle pendici della montagna, su acque di pari bellezza e con un misto di sabbia bianca e ciottoli.

Spiaggia Spalmatore di Terra è il più ampio tratto di spiaggia, compreso fra le altre due, che percorre il lungo versante meridionale del capo. Offre sulla sinistra la visione del massiccio di Tavolara e, frontalmente, uno spettacolare mare punteggiato al largo da velieri e piccole imbarcazioni all’ancora.

Il secondo capo sull’opposto versante orientale di Tavolara è costituito dalla Punta Timone, che non a caso porta questo nome.

Soccorre a questo proposito il mito greco nel racconto omerico, a proposito del naufragio di Ulisse sulla terra dei Feaci. Fu qui che avvenne l’incontro di Ulisse con Nausicaa, figlia del re Alcinoo e profondo simbolo dell’amore inespresso nell’Odissea.

guida regno di tavolara

E fu proprio il re dei Feaci a offrire all’eroe omerico, dopo una calorosa ospitalità, la nave per far ritorno alla sua Itaca. Aiutare Ulisse per mare significava tuttavia mettersi contro Poseidone. Con questi cattivi auspici, una volta riaccompagnato a casa l’eroe, la nave dei Feaci si mise sulla via del ritorno.

Ma l’ira del dio dei mari si scagliò, prima di toccare terra, pietrificando interamente l’empia nave con la prua ormai prossima a toccare la costa dell’odierna Sardegna; e lasciando il timone ben visibile nella forma dell’attuale promontorio al limite orientale della “gigantesca imbarcazione di pietra” che, per effetto della maledizione, risultò così trasformata nell’isola di Tavolara.

isola di tavolaraSi arriva qui oggi accedendo all’Area Naturale Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo, che si estende su circa 15.000 ettari di mare da Capo Ceraso a nord fino all’area del comune di San Teodoro, scendendo di circa 75 km verso sud lungo la costa orientale sarda.

Con vari gradi di rigidità e parziali deroghe, a seconda delle tre zone in cui si applica questa tutela (riserva integrale, generale e parziale), vigono divieti o restrizioni alle attività di navigazione, caccia o cattura della fauna, pesca subacquea e immersioni.

Le zone di riserva integrale a Tavolara sono istituite a Cala di Levante, Punta del Papa e Punta del Passo Malo.

Cosa fare a Tavolara

Una volta sbarcati, si individua facilmente un sentiero che in 20 minuti permette di scoprire diverse calette lungo un percorso arricchito da cartelli segnaletici ricchi di informazioni sulla storia, la fauna e la flora locali.

escursione a Punta Cannone a TavolaraIl verde della macchia mediterranea produce struggenti contrasti con l’azzurro, il blu e lo smeraldo delle acque circostanti.

Agli avvistamenti del geranio selvatico e di una campanula locale chiamata “Stellina di Tavolara” si aggiungono gli aromi del ginepro e del rosmarino; ma anche il pungente e resinoso profumo balsamico dell’abbondante lentisco, da cui un tempo si ricavava in Sardegna un olio da condimento e si aromatizza oggi un gin legato al territorio.

Escursione a Punta Cannone

Sulla scia di queste sensazioni dal territorio, si può compiere anche un’escursione a Punta Cannone: la vetta più alta dell’isola da dove ammirare scorci bellissimi della Gallura e della Corsica.

L’alone di leggenda che pervade Tavolara riguarda anche l’identità di un autonomo regno tenuto dalla dinastia Bertoleoni, il cui attuale erede è pronto ad accogliere ancora oggi i visitatori appena sbarcati in qualità di sovrano dell’isola! Questa storia inizia verso la fine del ‘700, quando un personaggio di origine corso-genovese iniziò a battere con la sua piccola nave tutta l’area della costa sarda alla ricerca di una sede idonea a stabilirsi.

Il regno di Tavolara

Con due mogli e la famiglia al seguito, Giuseppe Bertoleoni era una sorta di avventuriero – un po’ a cavallo fra la figura del pastore e quella del bucaniere – che finì per insediarsi nel 1806 proprio a Tavolara, all’epoca completamente disabitata. Colonizzata l’isola alla stregua di un suo personale possedimento, il Bertoleoni si dedicò negli anni successivi all’allevamento delle locali capre selvatiche (ancora oggi presenti sul territorio), apostrofate “dai denti d’oro” per via della colorazione ottenuta masticando i locali fiori gialli di elicriso.

Nel 1836 il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia si trovava di passaggio sulla costa per una battuta di caccia e, incuriositosi di “quella montagna in mezzo al mare” decise di farvi un sopralluogo. Preceduto da militari e dignitari, sbarcò sull’isola facendosi annunciare ai residenti col suo titolo ufficiale; e fu in quel momento che Giuseppe Bertoleoni contrappose al re di Sardegna il proprio titolo autoproclamandosi “re di Tavolara”.

regno di tavolara

Ad ogni modo, i “due sovrani” si presero in reciproca simpatia. Carlo Alberto soggiornò a Tavolara per una settimana esplorando l’isola a caccia col Bertoleoni e, congedatosi infine da lui, gli manifestò in tutta benevolenza il desiderio di riconoscergli l’indipendenza del suo territorio con un atto ufficiale.

È su queste basi che sorge il “regno di Tavolara” rivendicato a tutt’oggi dagli eredi. Nel corso del ‘900 la storia di Tavolara è proseguita attraverso successivi sovrani che hanno alla fine lasciato la corona all’attuale “re” Antonio, con l’erede al trono Giuseppe.

Ma padre e figlio sono attualmente celebri soprattutto per la gestione di uno dei due ristoranti dell’isola “da Tonino Re di Tavolara”, collocato proprio nei pressi del porticciolo di Spalmatore di Mare. Con una spettacolare veduta sul mare, il ristorante fonda la propria cucina sulla straordinaria offerta di pesce freschissimo variamente preparato dalle specialità alla griglia, alle spaghettate, ai frutti di mare, ai secondi piatti, alle prelibate fritture.

“Re Tonino” offre anche un personale servizio di navetta a pagamento verso la costa sarda, previsto su richiesta anche nelle ore serali – oltre gli orari di qualunque traghetto di linea – per non privarsi del piacere di una cena dal re di Tavolara! Ad una certa ora occorre comunque abbandonare l’isola, perché i vincoli paesaggistici qui vigenti impediscono la costruzione di alberghi.

Resort a Sardegna

Una volta sbarcati a Porto San Paolo è possibile, in soli 15 minuti d’auto in direzione San Teodoro, lenire il distacco da Tavolara prendendo alloggio al Baglioni Resort Sardinia.

Ci troviamo ancora all’interno dell’Area Marina Protetta di Tavolara, con tutto ciò che ne deriva nei termini dell’unicità del paesaggio naturalistico. A pochi passi dal resort si accede alla spettacolare spiaggia dalla sabbia fine come borotalco di Lu Impostu, che si affaccia su acque cristalline.

Le 78, fra camere e suite, sono tutte caratterizzate da ampi ambienti accessoriati e rese eleganti da arredi di gusto moderno. Gli alloggi più ambiti offrono una meravigliosa prospettiva panoramica della baia antistante il resort.

Il complesso è impreziosito dalla presenza del ristorante con una stella Michelin Gusto by Claudio Sadler, per concedersi cene dall’alto profilo di ricerca gastronomica, oltre a un secondo ristorante italiano con cucina di stile mediterraneo e due raffinati bar collocati in punti strategici.

Dopo una giornata di stampo escursionistico, sarebbe eccezionale lasciar sedimentare emozioni e sensazioni nell’area SPA dell’hotel in cui concedersi coccole alla stregua di una sauna finlandese a 90°C, docce emozionali, bagno di vapore e accesso ai servizi dell’area massaggi.

Proprio in momenti simili ci si potrebbe chiedere se si è fatto un sogno ad occhi aperti o se, nel corso della vacanza, si sono davvero ascoltati i racconti del re di una spettacolare e incontaminata isola nelle vicinanze, che – tra una cronaca e l’altra del reame – ci ha trattenuti pure a tavola deliziandoci con le portate offerte nel suo ristorante.