Oman: le più belle attrazioni del Sultanato

Affacciato sull’oceano dalla Penisola Arabica sud-orientale, il Sultanato dell’Oman è un rilevante Paese petrolifero, ma riveste anche una straordinaria importanza geopolitica per il suo controllo strategico dello Stretto di Hormuz – condiviso con il dirimpettaio Iran – attraverso il quale transita il 40% di tutto il petrolio commerciato via mare.

Prezioso alleato di Stati Uniti e Gran Bretagna, l’Oman coltiva un rapporto speciale anche con il vicino regime iraniano, circostanza che rende il Sultanato uno strategico elemento di stabilizzazione in un’area notoriamente agitata da tensioni diplomatiche.

Sebbene il petrolio omanita sia capace di soddisfare le principali forniture verso primari Paesi asiatici come Cina, Corea del Sud e Giappone, il Sultanato sta attualmente elaborando strategie economiche a lungo termine per sostituire progressivamente queste esportazioni con una nascente economia del gas naturale liquefatto e del turismo.

oman cosa visitareIl Sultanato ha cessato di essere un protettorato britannico solo nel 1971, con l’inizio del lungo regno indipendente del sultano Qaboos bin Said: una figura mitica di monarca assoluto illuminato.

Malgrado l’assenza di una vera democrazia nel Paese, al momento della sua scomparsa – avvenuta nel 2020 – questo sultano ha lasciato una realtà socioeconomica vistosamente avanzata; con in più il tratto culturale di un Islam marcatamente tollerante a confronto degli stati arabi confinanti.

Il glorioso passato del Paese era andato invece articolandosi intorno a due distinte entità politiche confinanti e, a fasi alterne, più avvinte o più in contrasto fra loro. Sull’area costiera dell’attuale Paese dominava il Sultanato di Muscat, mentre l’entroterra – più montuoso e desertico – era retto dall’Imamato dell’Oman.

In capo al Sultanato costiero venne a costituirsi un vero e proprio impero commerciale e coloniale dopo la cacciata degli invadenti concorrenti portoghesi nel 1650, mentre le regioni interne finirono col far capo ad un Imam.

Mentre il Sultanato espandeva il suo potere marittimo e coloniale su svariati territori che andavano dalla costa africana orientale fino a terre collocate in Iran, Pakistan e perfino in India – professando un islam più duttile e tollerante– l’Imamato interno restava arroccato intorno a una società fondata su antichi vincoli tribali.

In queste regioni interne vigeva una distribuzione del potere tra i vari governatori locali, ma nel nome dell’Imam quale unica guida religiosa in seno al rigoroso tradizionalismo della scuola coranica Ibadita. Affermatosi nell’entroterra omanita fin da tempi antichissimi, l’Ibadismo si caratterizza ancora oggi per la sua posizione di “terza via” tra la corrente Sunnita e quella Sciita.

La città di Nizwa

cosa visitare in omanLa più splendida capitale di questo Imamato interno fu la città di Nizwa, ancora oggi apostrofata come “Perla dell’Islam”, e facilmente raggiungibile nell’entroterra a soli 140 km dalla capitale Muscat.

L’arrivo a Nizwa è annunciato dalle più alte e maestose cime del Paese che circondano la città e sembrano custodirla, insieme ai suoi 72.000 abitanti, entro un’ampia vallata.

Ma la stessa autostrada da Muscat lambisce molto da vicino l’imponente e biancheggiante edificio della Grande Moschea di Nizwa del Sultano Qaboos, con i quattro minareti che si stagliano verso il cielo.

Qui corsi d’acqua a regime torrentizio garantiscono distese a perdita d’occhio di palme da dattero e piantagioni di banane.

Lo splendore della città nel suo scenario naturale, nelle sue moschee, nei suoi bazaar, traspare anche dalle cronache del XIV secolo del viaggiatore berbero Ibn Battuta – noto anche come il “Marco Polo dell’Islam” – esploratore ed erudito che peregrinò dal Marocco al Sud-Est Asiatico.

oman posti da visitareIl Forte di Nizwa è il più importante e visitato monumento della città. La sua costruzione risale ai tempi della cacciata dei portoghesi e, con le sue spesse mura alte 30 metri, costituisce la più grande struttura fortificata dell’intera Penisola Arabica.

Un’antica leggenda racconta che gli eserciti assedianti ai piedi del Forte venivano distrutti da getti bollenti di sciroppo di dattero fatti uscire da appositi fori collocati in precisi punti delle mura.

Ciò che attrae il visitatore è l’imponente torre a pianta circolare dal diametro di 40 metri e alta 50 metri.

Percorrendone il perimetro dall’alto, come facevano le ronde di un tempo, il panorama sulla città è spettacolare con la vista che arriva toccare, oltre le verdeggianti oasi, anche i Monti Hajar.

Dall’area di ingresso alla città fino alla zona del Forte si distende il locale Souq, che rappresenta un culmine del modello di mercato tradizionale arabo.

Iniziando dalla periferia, si parte con i prodotti alimentari: frutta, verdura carne e pesce. Transitando oltre i profumi e i colori delle spezie, si arriva al rinomato artigianato locale che ruota intorno a pregiati articoli di argenteria.

Ne è un prezioso esempio il tradizionale pugnale a punta curva, il Khanjar. Rilevanti sono anche gli articoli in rame, in pelle e il vasellame.

Resta d’obbligo per gli acquisti la classica contrattazione in autentico stile arabo sperimentabile da chiunque, a condizione che non si trascuri mai la mimica facciale degli astanti.

Alla formulazione di un prezzo, sguardi accigliati e tono di voce in crescendo segnalano che si è lontani dall’accordo. Ma, al raggiungimento del giusto prezzo, ecco accendersi sui volti ampi e raggianti sorrisi.

Il Mercato del Bestiame

Un altro interessante contesto è il Mercato del Bestiame, che si tiene il venerdì mattina fra le 7 e le 9 appena fuori le mura presso l’area del Souq.

Qui convergono i beduini dalle oasi circostanti per scambiarsi prevalentemente capre, pecore e dromedari.

I venditori fanno sfilare i propri animali conducendoli in parata lungo un percorso circolare.

All’ombra di tende al centro dell’anello siedono i compratori, in attesa che l’animale adatto alle proprie esigenze arrivi a catturarne l’occhio.

L’affascinante scena attira frequentemente anche fotografi di professione desiderosi di realizzare uno scatto d’arte, e vale la pena di arrivare molto presto per raccogliere indelebili memorie di questa esperienza.

Non si trasalisca, se capita di avvistare a tracolla di alcuni beduini delle carabine impreziosite da ornamenti d’argento.

Anche le armi storiche possono essere oggetto di contrattazione al Mercato del Bestiame o al vicino Souk.

Ma vengono effettivamente usate a caccia, o durante la celebrazione delle feste in seno al proprio clan familiare.

Resort in Oman

A soli 30 minuti d’auto da Nizwa, è possibile arroccarsi in una vera e propria reggia adagiata sull’altopiano di Saiq a 2.000 metri di altitudine: Anantara Al Jabal Al Akhdar Resort.

Quest’area è parte integrante della Montagna Verde, ricompresa a sua volta nella catena dei Monti Hajar. La particolare combinazione di altitudine e latitudine produce un piacevole clima “mediterraneo” favorevole a diverse specie vegetali, fra cui primeggia la celebre rosa di Damasco.

All’interno della cittadella si percorrono passi su sentieri di pietra marcati da linee di arbusti – e incrociati da esigui ruscelletti ispirati ai tradizionali canali di irrigazione chiamati falaj – per spostarsi all’interno di un gruppo di bassi edifici dal colore che richiama tonalità della terra, e dove spiccano raffinati intarsi su porte di legno ed eleganti arcate.

L’edificio principale, ispirato alla classica architettura della fortezza omanita, si affaccia su di un ampio piazzale in cuisi scorgono accoglienti divani e poltrone variamente disposti intorno a un gran braciere che rende confortevoli le ore serali.

Ma la regina delle attrazioni è costituita dalla grande piscina a sfioro collocata a strapiombo presso il belvedere sul canyon intitolato alla Principessa Diana, che fu qui insieme al Principe Carlo nel 1986, quando l’elicottero era l’unico mezzo di trasporto per raggiungere il resort.

Tra le attività offerte occorre menzionare l’escursionismo con guide per esplorare i vicini villaggi, i percorsi di montagna ciclabili, le discese in cordata e le lezioni di pittura paesaggistica.

Per gli amanti della cucina, l’hotel predispone una cooking class con chef omanita. Il corso ha inizio proprio a partire dalle bancarelle alimentari del Souq di Nizwa, per seguire poi tutti i passi necessari a preparare piatti come il Qabuli (riso speziato con manzo) e la speciale zuppa di pesce locale chiamata Paplou.

L’area SPA è letteralmente spettacolare, con piscine interne, servizio di hammam in suite privata, suite termali, saune aromatiche, docce esperienziali e trattamenti unici con ingredienti locali, quali il melograno e la rosa di Damasco.

Un’ottantina di camere, e più di 30 ville, sono variamente accessoriate quanto a piscine private e numero di posti letto; ma offrono tutte ambienti incantati con panorami mozzafiato sul canyon, ampi spazi interni arredati con gusto etnico-moderno e servizi a tecnologia avanzata.

Dove mangiare nel Anantara Al Jabal Al Akhdar Resort

Il resort offre tre distinti ristoranti più un servizio tailor-made in angoli particolari della cittadella o all’interno delle ville. La cucina italiana più autentica è qui insediata presso il ristorante Bella Vista, con indimenticabili pizze cotte in forno a legna.

Al Maisan è il ristorante in esercizio a tutte le ore del giorno con un menu internazionale.

Al Qalaa è il ristorante specializzato in cucina medio-orientale, in un ambiente che riproduce l’ambiente della fortezza attraverso eleganti citazioni estetiche.

Il quadro è completato da Al Baha – raffinato bar con le sue delizie gastronomiche da gustare nel piazzale – e da Al Burj che si propone come tempio della mixology e delle più raffinate bevande alcoliche e analcoliche: proprio qui l’oblio di un dopocena è già presagio della giornata che seguirà.