Spettacolari panorami marittimi, intensi raggi solari che illuminano fiabeschi paesaggi a strapiombo, insieme ai più scenografici e rilassanti tramonti, fanno di Santorini la perfetta destinazione di ogni amante del mare.

Ubicata in pieno Mar Egeo, la più meridionale delle isole Cicladi è spesso apostrofata per queste ragioni con l’epiteto di “paradiso greco”.

Il capoluogo di Santorini è Fira, e il suo incanto principale consiste nelle molteplici vedute a precipizio sul mare dominate dalla tipica architettura cicladica. Alla vista quidominano case di un vivo color bianco perlaceo e dalla forma cubica, appaiono ricorrenti terrazze squadrate e spiccano le cupole blu su base poligonale tipiche delle chiese locali.

Il loro colore richiama quello analogo di un pacifico mare che appare all’orizzonte, verso il quale ci si sente attrattidalle tortuose viuzze che corrono lungo queste pendenze. Il paese è godibilissimo anche a passeggio fra negozietti di monili e souvenir.

Uno dei più ricercati tratti di costa di Santorini è la Spiaggia Rossa, una impressionante distesa di sabbia rossastra nella parte sud-occidentale dell’isola, dove abbondano anche altre insenature degne di nota. Il contrasto cromatico dell’acqua blu che si frange sulle rosse rocce di origine vulcanica è uno spettacolo che in pochi vogliono perdere. È preferibile dedicare le prime ore del mattino ai piedi di queste scogliere di roccia vulcanica che offrono riparo dai venti.

Santorini

Col passare delle ore l’affollamento tende ad aumentare; e potrebbe essere allora il caso di trasferirsi nel vicino Villaggio Archeologico di Akrotiri, risalente all’Età del Bronzo.

Distrutta e sepolta da una eruzione del vulcano di Santorini nel 1628 a.C., questa antica città portuale è tornata alla luce nel 1967 grazie agli scavi voluti da Spyridōn Marinatos, uno fra i maggiori archeologi del secolo scorso.

È stato proprio grazie al deposito delle ceneri vulcaniche sull’intero sito che si sono conservati fino ad oggi edifici, affreschi e ceramiche a un tale livello di integritàda far chiamare Akrotiri la “Pompei dell’Egeo”.

Questo insediamento viene oggi associato alla Civiltà Minoica di Creta,e il cataclisma che si scatenò qui a Santorini sarebbe stato responsabile delle devastazioni che segnaronola fine di un’epoca anche sull’isola maggiore.

Le vicende sarebbero poi state trasfigurate in una delle versioni del Mito di Atlantide, a causa dell’assonanza fra la circostanza dello sprofondamento in mare della caldera dell’antico vulcano di Thera(nome arcaico di Santorini) e la scomparsa della leggendaria isola popolata dagli atlantidei, che verrebbero in quest’ipotesi a coincidere con i minoici insediati tanto nella Akrotiri di Santorini quanto nell’antica Creta dell’Età del Bronzo.

Sul lato sud-occidentale dell’isola ci si imbatte in Perissa Beach, che si distingue per la sua ampia distesa di sabbia, la vicinanza a centri abitati e la presenza di comode infrastrutture; tutte circostanze che favoriscono una comoda permanenza durante lunghe ore di sole e di mare.

Perissa Beach

La nera sabbia vulcanica gode qui di un precisovantaggio, dal momento che il suo calibro è di un grado intermedio fra il sassolino e il granello. Purrestando abbastanza tollerabile sotto i piedi nudi, è però abbastanza pesante danon essere sollevata dal fondo del mareper l’azione delle correnti. Il risultato è quello di un’eccellente trasparenza dell’acqua che pare si raggiunga solo in questo punto dell’isola.

Risalendo la costa poco a nord di Perissa,sulla cimaalta 300 metri del Monte Mesa Vouna si incontra il sito archeologico dell’Antica Thera, che colpisce innanzitutto per lo spettacolare panorama che da qui si domina.

Dapprima sorta come un modesto villaggio, furono poii coloni di provenienza spartana a farne un centro nevralgico e strategico sull’isola, ma il suo splendore fu tenuto vivo anche nelle successive epoche ellenistica, romana e infine bizantina.

I sovrani post-alessandrini Tolomei, che risiedevano in Egitto, eressero qui diversi templi le cui tracce affioranooggi davanti agli occhidel visitatore di passaggio.

Arroccato sulla punta settentrionale di Santorini, il villaggio di Oia rappresenta un’altra fiabesca prospettiva da valutare per una fuga romantica. Al blu e al bianco che dipingono i tipici agglomerati dell’isola, qui si aggiunge un ricorrente rosso su porte e infissi delle abitazioni.

Sorprende anche la visione di alcuni storici mulini a vento la cui iconicità è accresciuta dagli straordinari tramonti che attirano numerosi visitatori all’ora del crepuscolo,alla ricerca di uno spettacolo che qui raggiunge toni e intensità addirittura ipnotizzanti.

Nemmeno andrebbe trascurata la possibilità di un trekking di 2 o 3 ore, che permette di percorrere sette chilometri traOia eFiraattraversodiversi paesini e alla vista di panorami mozzafiato.

Molteplici attrazioni da assaporare nel borgo di Oia, a partire da una visita alle rovine del Castello Veneziano di Agios Nikolaos, risalente al XV secolo, che prende il nome da una toccante chiesa scolpita nella roccia.

È degno di nota anche il Museo Navale, dove sono raccolte carte geografiche, strumenti e oggetti che testimoniano l’antico passato marinaro di Santorini. Percorrendo le stradine del villaggio, si possono ammirare esempi di artigianato locale in negozi indipendenti che vendono ceramiche fatte a mano.

Può capitare nelle ore più calde di rifugiarsi nei locali della Libreria Atlantis,ma non solo alla ricerca di una gradita frescura! Qui si vendono infatti libri di narrativa internazionale in lingua inglese, francese, italiana, spagnola, tedesca, cinese e greca. Abbondano anche libri di poesia, filosofia e arte; senza dimenticare la presenza di rari pezzi di antiquariato.

Dopo la cultura, il vino! Nelle vicinanze di Oia è possibile visitare la Vineria Sigalas, che ne produce di altissima qualità da oltre trent’anni.

Oia è anche ricca di stuzzicanti ristorantini, e ai piedi della rocca si apre l’incantevole Baia di Ammoudi che ammutolisce chi vi si affaccia per la limpidezza delle sue acque cristalline, e che è famosa anche per le sue taverne di pesce. A seconda degli orari può essere più o meno affollata, ma non mancano negli immediati dintorni altri interessanti punti di balneazione. Per la risalita ad Oia, chi ha difficoltà può optare per una locomozione a dorso d’asinello.

Dal porticciolo di Ammoudi partono continuamente anche barche a vela e catamarani per fare belle escursioni intorno alla Grande Caldera di Santorini. Qui si trovano le crociere più romantiche, anche con opzioni al tramonto che includono barbecue.È con questa esperienza che si arriva ad approfondire la vera storia geologica di quest’isola.

Santorini aveva originariamente forma rotondeggiante, ma nel 1450 a.C. una nuova catastrofica eruzione la seppellì interamente sotto la lava facendo sprofondare in mare la parte centrale di circa 8 km2, e trasformandola così in un bacino.Ebbe in questo modo origine l’attuale formasemicircolare dell’isola, ela caldera è quindi il cratere sommerso dal diametro di 10 km situato attualmente a 400 metri di profondità sotto il mare che la fronteggia.

I due bracci di quell’arco che oggi è Santorini avvolgono in realtà un micro-arcipelago costituito da altre quattro isolette e, fra queste, Nea Kameni è un sito scientifico protetto in quanto qui si sono nel tempo riformati tre nuovi crateri vulcanici, oltre alla presenza di alcune sorgenti calde e fumarole di zolfo. Durante questa tappa c’è la possibilità di risalire un sentiero di ghiaia che permette di raggiungere il cratere centrale a 130 metri di altezza.

Proprio sul limitare del villaggio di Oia, Saint Luxury Suites rappresenta una singolare espressione di hotellerie di alto livello che nasce da un progetto di ristrutturazione di un complesso di abitazioni, scantinati e stalle un tempo aggrappati a queste scoscese pendenze.

Oggi gli ospiti hanno a disposizione un insieme di area reception, ristorante, piscina comune, area benessere & fitness e sedici suite, il tutto distribuito su sei distinti livelli di terrazzamento.

Il colpo d’occhio può offrire sensazioni cromatiche affini al languore che proviene dal tipico villaggio santorinese, ma con la differenza esteticadi un minimalismo che qui vuole affermare anche il suo umore geometrico più netto e modernista.

Si può dire che un’analoga filosofia affiora anche nei piatti del Trinity Restaurant annesso all’hotel.

La locale cucina greca, pur preservando la sua atavica indole frugale e contadina, riesce qui a illuminarsi di raffinatissime declinazioni gastronomiche come per effetto di un saggio di alta scuola.

Il boccone da questi piatti può gustarsi, insieme al sorso dei cocktail più accurati, anche mentre si osserva dalla piscina a sfioro della propria suite il tramonto sulla caldera; proprio nel momento in cui ciò che ha per nome piacere riesce a esprimereil più profondo momento meditativo.