Quando si approda a Favignana, le meravigliose acque cristalline, trasparenti e pullulanti di pesci dell’arcipelago delle Egadi, invitano a tuffarcisi dentro senza esitare.
Naturalmente, il modo migliore è noleggiare una delle numerose imbarcazioni presenti al porto.
Ma per quanto il mare possa essere fantastico, l’isola offre tanto altro: attività capaci di far immergere chiunque nella storia e nella cultura del posto.
La prima impressione che si ha quando si arriva a Favignana, è che ci si trovi in un altro mondo, un Paese esotico che sembra non abbia nulla a che vedere con l’Italia.
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Palazzo Florio: Un simbolo di Favignana
Appena messo piede sullo “scoglio”, chiamato così dagli abitanti, non si possono non notare Palazzo Florio (o Villa Florio) e la Tonnara, oggi denominata ufficialmente Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica.

La Villa domina il porto con la sua presenza e la sua personalità, quasi fosse una dama dell’Ottocento che osserva attentamente chi arriva e chi parte.
Costruita nel 1874 per volontà di Ignazio Florio Senior e nata dalla mente del celebre architetto dell’epoca Giuseppe Damiani Almeyda, è visitabile in parte e ospita, spesso durante l’estate, piccole mostre ed eventi artistici.
Osservandola, passeggiando nelle sue stanze e nel piccolo parco che la circonda, non si può fare a meno di immaginare come dovessero essere le feste che Ignazio Florio e la moglie Donna Franca organizzavano nei periodi della mattanza dei tonni.
Museo racchiuso nella Tonnara
Il che porta, inevitabilmente, alla visita del Museo racchiuso nella Tonnara ormai in disuso, una delle più grandi dell’intero Mediterraneo, con ben più di 32 mila metri quadrati di superficie.

Questo è uno di quei luoghi che vanno contemplati in religioso silenzio, poiché trasuda storia da ogni pietra, da ogni angolo puoi sentire riecheggiare le voci dei lavoranti che, per la prima volta nella storia, inscatolavano il tonno conservandolo sott’olio, dopo la bollitura.
La struttura, dopo lo sfortunato tracollo della famiglia Florio e una serie di passaggi da un imprenditore all’altro, venne acquistata dalla Regione Sicilia nel 1991, riportata allo splendore grazie alla Soprintendenza per i Beni Culturali ed elevata a gioiello dell’archeologia industriale.
Castello di Santa Caterina a Favignana
E parlando di antiche costruzioni, ciò che salta subito all’occhio una volta ormeggiati, nonché visibile dalla costa trapanese, è la “montagna” (come la chiamano gli isolani, in realtà una collina alta 310 metri) su cui sono arroccate le rovine del Castello di Santa Caterina.

Secondo la storia narrata dai locali, il castello sarebbe stato eretto sopra un’antica torre di avvistamento saracena, risalente all’anno 810. Contemporaneamente, esisteva un’altra torre, denominata la Torretta.
Lo stemma dell’isola (tre torri con un rapace che vola sopra di esse) sembrerebbe aver preso spunto da questo insieme di costruzioni.
Inoltre, sotto al castello, erano presenti le oscure prigioni dell’epoca borbonica, dove venivano rinchiusi i ribelli, celle terribili e claustrofobiche, all’interno delle quali venne relegato persino Giovanni Nicotera.
Del castello, sfortunatamente, non rimane molto, ma quel poco basta e avanza per stagliarsi sul cucuzzolo. Per raggiungerlo bisogna fare una bella camminata in salita, perché macchine e scooter non riescono a proseguire dopo un certo punto del tragitto.
Gli appassionati possono farsi la “arrampicata” in bicicletta. Ma la fatica e le energie che si consumano nell’erto tragitto, soprattutto con il caldo torrido estivo, ripagano, eccome se ripagano: la vista è spettacolare, dona quasi un senso di onnipotenza, con l’isola ai piedi e il mare e il cielo che si uniscono in un orizzonte infinito.
Le cave di Favignana
Un altro punto panoramico mozzafiato è sicuramente quello accanto al Monte di Santa Caterina: un percorso cicloturistico che conduce alla Croce di Cristo Salvatore, letteralmente una croce eretta sulla cima, uno dei più importanti simboli di tutta Favignana.

Per non parlare della sensazione che si prova addentrandosi nelle vecchie cave di calcarenite, un intricato labirinto di tunnel e cunicoli che si dipanano per tutta l’isola. Ci si può perdere facilmente se non si ha qualcuno che faccia da guida e in certi punti più in profondità, il buio è pesto.
Una volta costruivano le case e gli edifici con i massi che venivano ritagliati proprio da queste cave, tanto che se ne possono ammirare diverse a cielo aperto, soprattutto nella zona che va verso la Cala del Bue Marino.
È a dir poco sorprendente aggirarsi per questa sorta di “città fantasma” sotterranea, dove si possono trovare, di quando in quando, delle rotaie e dei vecchi carri utilizzati per trasportare i blocchi.
Giardini Ipogei di Villa Margherita
Pensando a queste immense cave, è impossibile non dedicare un po’ di tempo ai Giardini Ipogei di Villa Margherita, conosciuti anche come Giardini dell’Impossibile: un vero patrimonio culturale dell’umanità, testimonianza dell’utilizzo che si faceva delle cave ormai esaurite, dove era consuetudine piantare alberi da frutto e fiori, ma anche allevare animali.

Letteralmente, un giardino botanico ricco e variegato, dove si percepisce la pace dei sensi, in una location più che suggestiva e unica al mondo.
E tutto questo, come accennavo prima, è possibile raggiungerlo noleggiando una bici, uno scooter o, per i gruppi più numerosi, un’auto. Vi sono decine e decine di noleggi sull’isola.
Prendere la bici e pedalare lungo le stradine spesso sterrate di Favignana è impagabile.
E nel caso si volesse adottare uno stile, diciamo, più “cittadino”, il centro storico del paese, in estate, è completamente pedonale, ricco di negozietti dove è possibile acquistare prodotti tipici locali, come il celebre tonno sott’olio favignanese o il Primo Sale siciliano.
Prodotti che sono acquistabili in loco, ma che, al contempo, possono essere tranquillamenti spediti.
Cosa e dove mangiare a Favignana
Non solo: è pieno zeppo di ristoranti dove è possibile gustare le specialità del luogo, come le busiate alla trapanese, le cassatelle, il ragù di calamari, polpette e tartare di tonno e tanto altro ancora.
Sotto sale, Ammukka, Formica, Osteria Cavallo, Matri Miaecc., sono tutti tipi di locali e osterie dove si trova personale accogliente e piatti da leccarsi i baffi.
Al mattino, si può fare colazione con un buon cappuccino accompagnato da una deliziosa brioche ripiena di ricotta al Bar Mazzini (uno dei bar che si possono trovare in paese) di Piazza Europa, una delle tre piazze principali del centro (Piazza Europa, Piazza Madrice e Piazza Marina), proprio sotto la statua di Ignazio Florio, posizionata nel mezzo, di fronte al municipio.

E continuando a passeggiare, si arriva in Piazza Madrice, dove è situata la Chiesa Madrice dedicata all’Immacolata concezione, con la sua caratteristica cupola verde, la cui costruzione risale al 1759.
E come non fotografare i magnifici murales che sono stati realizzati sulle mura del vecchio carcere, ormai in disuso.
Questa casa di reclusione, che negli anni ’70 era diventata addirittura una prigione di massima sicurezza, venne costruita attorno a un altro castello (perché sì, a Favignana ci sono due castelli), quello di San Giacomo.
Se ci si vuole fermare per un aperitivo alla sera o per fare shopping, Camparia è il luogo perfetto.

Oggi è un lounge bar, una bottega e un’enoteca dove vengono ospitati anche eventi culturali: questo era il posto dove venivano preparate le attrezzature usate durante la mattanza ed è stato completamente ristrutturato e recuperato.
Uno spazio enorme, con navate imponenti dove venivano realizzate reti chilometriche. Immaginate di sentire, al posto del vociare dei turisti, quello dei marinai e degli uomini che dedicavano anima e corpo ai tonni e al mare.
Questi luoghi sono tutti raggiungibili a piedi, tra i vicoli e le piccole vie della cittadina, con edificazioni di origine araba e normanna, dove si ha l’impressione che gli orologi si siano fermati, come se si tornasse indietro nel tempo.
In effetti, a Favignana si ha sempre la sensazione che il tempo non scorra, che essa viva in una dimensione tutta sua, non scalfita dagli anni che passano.
Ma l’attrazione principale, a una certa ora, è sicuramente il tramonto. Quando il Sole cala e l’isola di Marettimo si staglia sull’orizzonte in lontananza, l’atmosfera diventa più che magica.

Sicuramente i punti migliori per godersi questo spettacolo della Natura sono dal faro di Punta Sottile e dai vari locali posizionati strategicamente sulla costa, dove si possono gustare abbondanti aperitivi in costume da bagno, scalzi, con la musica e il mare davanti agli occhi.
A’ leva, Cibo chiacchiere e vino e il Kiosko sono i tre esempi per eccellenza per godersi il tramonto: quando ci si siede, con in mano un drink, il cibo, la notte che si avvicina, il Sole che va a nascondersi, il mare che diventa una distesa di argento vivo mista a lingue di fuoco arancioni, in mezzo alla Natura… si può sorridere e pensare: “Finalmente è arrivata l’estate.”
Scritto da Camilla Marino
Instagram: funkycamiblog
Camilla Marino, una viaggiatrice che vive tra Milano e Favignana. Si occupa di promuovere l’isola attraverso il suo blog. A Favignana si occupa di organizzare la vacanza per i turisti che decidono di rilassarsi in questo paradiso italiano.

