Cosa vedere e visitare a Beaufort North Carolina, sulla rotta del pirata Barbanera

Beaufort, collocata in posizione centrale sulla costa della Carolina del Nord, ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti nel corso degli anni a partire da quello di cittadina ideale per cercatori di avventura, amanti del viaggio e cultori del tempo libero, secondo la rivista USA Today, fino all’accreditamento come miglior centro costiero per la navigazione da diporto negli Stati Uniti, da parte della storica rivista di settore Yachting Magazine.

Analogamente ad altri importanti centri di attrazione sulle coste degli stati del Sud, Beaufort offre un contesto ammaliante, una ricchezza storica tutta da scoprire, blasonati ristoranti e un’ampia rosa di attività sportive a contatto con la natura.

Qui più che altrove prevale però una dimensione più rilassata e priva di trambusto, che può diventare cruciale nell’appagare il desiderio di una fuga più appartata; o quello di inventare un più riposto guscio di intimità.

Fondata nel 1713, la cittadina si trova in un’area che costituiva già molto tempo prima un centro rilevante per la pesca e la caccia alle balene.

North Carolina Maritime Museum

Nessuna meraviglia che la prestigiosa istituzione del North Carolina Maritime Museum sia un vero e proprio punto di snodo della storia e dell’identità locali.

North Carolina Maritime Museum a Beaufort

North Carolina Maritime Museum a Beaufort

Questo museo riesce a esporre e documentare tutte le tappe storiche attraverso le quali la gente del posto è riuscita a utilizzare le vie navigabili della zona, dall’epoca d’oro delle navi baleniere fino all’odierna passione per il surf.

Nelle sale del museo non si potrà far a meno di imbattersi anche nell’avventurosa storia di Edwar Teach meglio noto come il celebre Pirata Barbanera.

Queen Anne’s Revenge

In quel complicato alternarsi di lingue di terra e di mare all’imbocco di Beaufort, nel giugno del 1718 si era arenata la nave ammiraglia di Barbanera: la Queen Anne’s Revenge.

Questo veliero di 200 tonnellate, armato con 40 cannoni, sparì poi sotto le acque e fu riscoperto solo nel 1996. Da quell’anno in avanti, una febbrile raccolta e catalogazione di tutti i reperti ritrovati nel relitto è ancora in corso.

Nell’immaginario collettivo i pirati hanno infestato per un paio di secoli i Caraibi ma è su queste coste che facevano gran parte delle loro scorrerie e trovavano rifugi sicuri.

Nelle loro complicate vite, questi avventurieri passavano da fasi in cui agivano come corsari al servizio della corona inglese a momenti in cui, rimasti “disoccupati” al termine di una guerra, si convertivano alla pirateria propriamente detta, atteggiandosi a predoni del mare.

Il relitto della Queen Anne’s Revenge è solo una delle centinaia di navi naufragate davanti a questa linea costiera, che è talmente insidiosa da aver meritato nel tempo l’appellativo di “Cimitero dell’Atlantico”.

Il modello della nave del pirata Barbanera a Beaufort

Il modello della Queen’s Ann Revenge, la nave del pirata Barbanera affondata a Beaufort

Non si esclude, tuttavia, che Barbanera decidesse di affondare deliberatamente la nave ammiraglia a Beaufort allo scopo di sciogliere la sua flottiglia, liberandosi così di gran parte dell’equipaggio al suo seguito poco prima di accettare un’amnistia da parte dell’allora Governatore del North Carolina.

I termini della proposta prevedevano anche l’assegnazione di terre per sé e per pochi dei suoi accoliti, come buonuscita di una concitata carriera che, seppur discutibile, era stata utile agli interessi britannici.

Contrariamente a quanto avrebbe suggerito il buon senso, il richiamo di una vita selvaggia e avventurosa finì però col prevalere, dopo soli pochi mesi, nell’inquietudine di un Barbanera neo-possidente che aveva perfino preso in sposa, con tutti gli onori, la figlia sedicenne di un locale piantatore.

La tentazione di continuare a braccare prede solcando le rotte dei mari vinse anche le sirene di un amore che avrebbe potuto essere, per il leggendario pirata, l’insperato approdo di una turbolenta vita.

Outer Banks nella Carolina del Nord

Questa linea costiera, ben osservabile anche oggi nella sua singolare morfologia, era infatti all’epoca molto apprezzata dai pirati ancora attivi per la presenza delle cosiddette Outer Banks.

Si tratta di una lunga serie di strette isole che scorrono parallelamente alla costa atlantica settentrionale del North Carolina per circa 160 km, anche se a distanze variabili dalla terraferma.

North carolina stati uniti uterbanks

Gli Outerbanks, rifugio prediletto dei pirati dell’epoca

Proprio sull’isoletta di Ocracoke, raggiungibile in traghetto anche da Beaufort, Barbanera stabilì l’ultima base operativa nell’agosto del 1718 fino al successivo novembre, quando trovò infine la morte scontrandosi con una spedizione di cacciatori di pirati agli ordini delle autorità locali.

È decisamente suggestivo rivivere simili saghe, quando ci si ritrova su queste sottili strisce di sabbia il cui versante occidentale, orientato verso la costa, presenta un territorio spopolato e selvaggio dominato da acque salmastre.

Il versante orientale delle Outer Banks, rivolto invece verso l’Oceano Atlantico, è caratterizzato da litorali di sabbia bianca che si affacciano su acque incontaminate.

Anche a Beaufort ci si imbatte in un certo tipo di “turismo cimiteriale”, come accade in altre rilevanti località degli stati del Sud. È possibile infatti accedere a tour mirati, alla scoperta di tombe monumentali e singolari sepolture legate a storie decisamente insolite e tutte da scoprire.

Oltre alle tradizionali visite guidate, la Beaufort Historical Association è particolarmente fiera di aver promosso un’applicazione per smartphone, scaricabile gratuitamente, che mette a disposizione dei visitatori un audio tour da utilizzare in piena autonomia durante questi eventuali momenti “a tinta dark” del viaggio.

Il tratto di costa su cui si affaccia la cittadina di Beaufort è un lungo e stretto canale marino chiamato Taylor’s Creek, oltre il quale si apre un complesso susseguirsi di isolette che danno luogo a una riserva naturale.

È possibile avvicinarsi a questa Rachel Carson Reserve anche partecipando a un kayak tour, per osservare così da vicino dei ricorrenti e suggestivi fazzoletti di verde prateria appena sopra la superficie del mare, collegati da corridoi di terra e popolati da cavalli selvatici intenti a brucare l’erba. Questi equini discendono dai loro antenati che sono riusciti a mettersi in salvo a nuoto dalle numerose navi qui naufragate nel corso dei secoli.

All’interno di un simile dedalo di acqua e terra capita di incontrare più di un delfino, ed è possibile scoprire anche altri esempi della fauna selvatica che popola le vicine paludi salmastre.

Harker’s Island

Una più comoda opzione per un tour fra queste isolette è quella di una gita in traghetto. Oltre alla partenza dal lungomare di Beaufort, è alternativamente possibile spostarsi in auto per una mezz’ora fino a raggiungere Harker’s Island.

Presso il punto di imbarco si potrà visitare anche il Core Sound Waterfowl Museum che, esplorando l’eccezionale dimensione marittima di questo angolo di North Carolina, offre un’ulteriore affascinante opportunità di approfondimento della sua storia e del suo retaggio culturale.

Cape Lookout

Volendo trascorrere un’intera giornata in questa zona, è possibile raggiungere via mare il vicino Cape Lookout dove , noleggiando un veicolo fuoristrada del tipo ATV (AllTerrainVehicle), ci si potrà gettare alla scoperta di una incontaminata e prolungata linea del bagnasciuga cosparsa di straordinarie conchiglie affioranti dalla bianca sabbia, e intervallata da dune.

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Il faro di Cape Lookout, punta meridionale degli Outer Banks in North Carolina

Raggiungendo il punto più meridionale di tutte le Outer Banks, la ricorrente sagoma di un maestoso faro decorato a scacchiera offrirà a lungo un prezioso punto di riferimento.

Dove stare a Beaufort

Se l’area di Beaufort appare come uno scenario da fuga romantica intravisto nel più struggente dei sogni, il più perfetto rifugio in cui gettare l’ancora in zona è il Beaufort Hotel, con la sua dimensione panoramica e rilassante; ma pronta anche a proiettare gli ospiti verso l’avventura delle incombenti Outer Banks.

Osservare il tramonto affacciati sul Taylor’s Creek, mentre si sorseggia un cocktail preparato con manifattura di alta scuola, è una sensazione che può essere rapidamente coronata dall’apparizione di cavalli selvatici in lontananza, sulle vicine isolette proprio al di là del canale; con l’emozione di indicare al più presto la visione alla persona con cui si divide quel momento, prima che il branco volubile si allontani al galoppo.

L’intricato scenario acquatico su cui si posa l’occhio regala una sensazione di fiaba insieme a un rigurgito di fanciullezza; quando non prevale in altri istanti l’indole di pirati in fuga verso nuovi orizzonti da violare e conquistare.

Gli ampi, ariosi e luminosi spazi comuni dell’hotel lasciano traspirare tutto l’ambiente circostante in cui ci si sente immersi. I servizi interni eccellono, dal fitness center alla piscina e agli idromassaggi; ma l’ubicazione dell’hotel è ottima anche per mobilitarsi rapidamente verso un territorio da esplorare per terra o per mare.

Le 133 camere, graduate per categoria, offrono un indimenticabile comfort, subito annunciato da imponenti letti dalla incredibile comodità.

Il 34° North Restaurant, interno all’hotel, coltiva la missione di lasciar impressa nel migliore dei modi la tipica cucina della Carolina nord-orientale.

I prodotti freschissimi alla base dei piatti di pesce osservano l’inderogabile regola qui chiamata “dal peschereccio al piatto”.

Le portate a base di carne fanno la differenza per la maestria di tagli eseguiti al momento in cucina; ortaggi e verdure sono stagionali e provengono dalle locali fattorie, mentre le salse con gli aromi e i condimenti introducono in un dedalo del gusto paragonabile all’intrico terracqueo che circonda chi soggiorna a Beaufort.

Cosa mangiare a Beaufort North Carolina

La ristorazione è mediamente eccellente e stuzzicante anche altrove e, nei dintorni di Beaufort, i residenti sconsiglierebbero a chiunque di mollare gli ormeggi senza una sosta da El’s Drive-In, un fast food che offre servizio in auto; e che prepara delle ghiottonerie a base di molluschi e crostacei decisamente euforizzanti, come l’imperdibile Shrimp Burger.

Nato 70 anni fa, all’epoca dei cinema all’aperto, è rimasto oggi privo di drive-in; ma la sua ininterrotta popolarità resta confermata all’assaggio dei gamberi che giganteggiano nell’ampio panino che li abbraccia, tra il profumo e la croccantezza della loro dorata panatura e la tenerezza interna su cui scivola il morso. Ed ora siete pronti per il vostro primo viaggio in North Carolina. Contattaci e organizziamolo insieme.